Il segreto nella prima pietra
Un verso latino, sigillato per sempre
Il 20 gennaio 1752, giorno del compleanno di Carlo di Borbone, iniziano i lavori della Reggia di Caserta. Davanti a funzionari, nobili e curiosi arrivati dalla vicina Napoli, Luigi Vanvitelli, l’architetto scelto per costruire quella che diventerà la residenza reale più grande al mondo, compie un gesto che pochi conoscono ancora oggi: fa incidere un distico latino e lo sigilla nelle fondamenta, insieme alla prima pietra, prima che venga ricoperta per sempre.
Il verso recita, nella sua traduzione italiana: “La Regia, il Soglio, il Real Germe regga, finché da sé la pietra il Sol rivegga.” Un augurio di eterna stabilità, per l’edificio e per la dinastia che lo aveva voluto. Vanvitelli non stava solo costruendo un palazzo: stava scommettendo che sarebbe durato per sempre, e voleva lasciarlo scritto, nascosto agli occhi di tutti tranne che alla pietra stessa.
Oggi, quando entri all’Hotel Regina e alzi lo sguardo verso i soffitti ispirati agli affreschi della Reggia di Caserta, quella stessa promessa di continuità ci sembra ancora attuale. La famiglia Esposito accoglie gli ospiti dal 1996, oggi alla seconda generazione: non un verso latino sigillato nelle fondamenta, ma la stessa idea, che qualcosa di buono, costruito con cura, è fatto per durare nel tempo.
La Reggia di Caserta, Patrimonio UNESCO dal 1997, è a pochi minuti a piedi dall’Hotel Regina: ancora oggi puoi vedere il punto esatto in cui fu posata la prima pietra, e immaginare quel gesto quasi scaramantico di un architetto convinto, fin dal primo giorno, di aver costruito qualcosa destinato a durare. Non è l'unico segreto che la Reggia custodisce: ce ne sono altri, alcuni ancora più curiosi, e continueremo a raccontarteli qui, un articolo alla volta. Prenota il tuo soggiorno e scopri di persona questo e altri segreti della Reggia.






