Mozzarella casertana: storia di un’eccellenza
Da dove viene la mozzarella di Caserta?
Nell’XI secolo, in un documento conservato nell’Abbazia di San Lorenzo ad Aversa, a pochi chilometri da Caserta, si racconta che la principessa longobarda Aloara donò ai monaci una “mozza” servita insieme al pane, come gesto di ospitalità verso i pellegrini di passaggio. È la prima testimonianza scritta di quella che oggi chiamiamo mozzarella: il nome viene dal verbo “mozzare”, il gesto con cui il casaro stacca ancora oggi a mano, un pezzo alla volta, ogni singola forma dalla pasta filata calda.
Bisogna aspettare il Settecento borbonico perché la produzione diventi qualcosa di più di un’attività familiare. Nel Real Sito di Carditello, a pochi chilometri dall'Hotel Regina, i Borbone allevano bufale su scala industriale e realizzano uno dei primi grandi caseifici della storia, regolamentandone perfino la produzione. Da lì, la mozzarella di bufala comincia a diffondersi verso le tavole di Napoli e Salerno.
Oggi la Mozzarella di Bufala Campana ha la Denominazione di Origine Protetta dal 12 giugno 1996, e il Consorzio che la tutela ha sede proprio dentro la Reggia di Caserta, nelle Regie Cavallerizze: un altro filo che lega il palazzo alla tavola di chi lo visita. Un dettaglio che raccontiamo sempre con un po’ di orgoglio: la mozzarella che assaggi nel nostro ristorante non è solo un prodotto tipico, è un pezzo della stessa storia della Reggia, arrivato fino a te intatto dopo mille anni.
C’è anche una cosa che pochi notano, e che ci piace far scoprire ai nostri ospiti: la mozzarella di Caserta ha un sapore più intenso e una consistenza più fibrosa rispetto a quella di Battipaglia, più delicata. Due tradizioni diverse, nate a pochi chilometri di distanza. Chiedi a noi quale assaggiare, e dove: su questo, giochiamo in casa.






